Come Essere Felici, con poco



Lo ammetto, il titolo è molto impegnativo. Su cosa sia la felicità, a cosa puntare per raggiungerla, cosa bisogna possedere per essere felici hanno filosofeggiato un po’ tutti. Voglio provarci anche io; o meglio, cercherò di farlo attraverso un libro molto bello che mi ha fatto venire questa idea, rigorosamente preso gratuitamente in biblioteca, il cui titolo è “Le consolazioni della filosofia” di Alain de Botton.

L’autore per spiegare di cosa necessitiamo per essere felici mette in campo Epicuro, filosofo greco maestro di Platone che subito ci spiega “la felicità può anche essere un traguardo difficile, ma gli ostacoli più grandi da superare non sono di natura economica“. Ciò mi trova d’accordo. Questo pensiero fa parte del mio spirito, quello che tento di diffondere. Tutto ciò mi ha portato alla rinuncia di una parte dei soldi per condurre una vista spartana dal punto di vista del possesso degli oggetti, ma ricca di altre cose; cerchiamo di approfondire con l’aiuto del pensiero Epicureo.

Che cos’è che rende piacevole la vita e ci fa essere felici? Per Epicuro abbiamo bisogno di tre cose: Amicizia, Libertà e Pensiero. E’ chiaro che alcune idee vanno attualizzate al contesto in cui viviamo, 2500 anni fa c’erano altre problematiche, ma l’uomo in fondo è lo stesso di prima, ecco perchè la filosofia è sempre valida.

Amicizia:noi non esistiamo finchè qualcuno non ci vede esistere, le nostre parole sono prive di senso finchè qualcuno non le intende, ed essere circondati da amici ci dà conferma continua della nostra identità. La loro conoscenza e l’affetto che nutrono per noi hanno il potere di tirarci fuori dal nostro stato di intorpidimento. Attraverso i loro misurati commenti e le loro beffe dimostrano di conoscere le nostre piccole manie e di accettarle, accettando così il posto che occupiamo nel mondo“. Abbiamo bisogno di amici ed Epicuro lo dimostra anche con il fatto che “…vogliamo accumulare una fortuna soltanto perchè desideriamo garantirci l’attenzione di persone che altrimenti non si accorgerebbero nemmeno della nostra presenza“. Avere più tempo a disposizione perchè liberi dal lavoro ad esempio ci mette in condizione di dedicarci agli amici, anche agli amori e agli affetti aggiungo io, che secondo Epicuro sono la prima fonte di felicità.

Libertà: Epicuro ed i suoi amici operarono ai tempi, ma anche oggi è così, una scelta radicale: quella della rinuncia del lavoro. Per non essere costretti a lavorare al servizio di persone sgradite diedero vita a quella che si può oggi definire una “comune”. E’ chiaro che non me la sentirei di dire “lascia il lavoro e vai a vivere in una comune”, però il dibattito deve essere aperto. Non biasimerei nemmeno chi lavorando 8-10 ore al giorno e passandone 2 in mezzo al traffico per 1000 euro al mese con contratto atipico che servono solo per pagare baby sitter e alloggio decidesse di licenziarsi per starsene a casa. Una via di mezzo tra libertà e lavoro può essere rappresentata dal part-time: lavorare meno, lavorare tutti (vecchio slogan operaio). Meno soldi in tasca ma più tempo, e libertà, a disposizione.

Pensiero: pochi rimedi contro l’ansia funzionano meglio del pensiero, ne sanno qualcosa gli psicologi. Mettere per iscritto un problema o dargli voce grazie ad una chiacchierata con amici significa lasciarne emergere gli aspetti fondamentali. E’ chiaro che i soldi non ci rendono infelici, ma Epicuro fa una bella divisione dei desideri, alcuni sono Naturali e necessari, altri naturali ma non necessari, altri naturali ne necessari.

Bisogni NATURALI E NECESSARI per essere felici: AMICI, LIBERTA’ e PENSIERO (quelli sopra citati), CIBO, CASA PER DORMIRE, VESTITI. Fate mente locale, ce li avete?

Bisogni NATURALI MA NON NECESSARI per essere felici: una casa enorme, la seconda casa al mare o in montagna, tv led a 50 pollici, 2 cellulari, Suv, carne e pesce tutti  i giorni.

Bisogni NE’NATURALI NE’ NECESSARI per essere felici: fama, soldi e potere.

Ora non volevo liquidare un argomento così importante con poco, ma sottolineare ancora una volta come la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza, Paradosso di Easterlin. Ma allora perchè se gli oggetti costosi non sono in grado di procurarci felicità, ne siamo così attratti? Forse perchè ci appaiono come soluzioni a bisogni che non comprendiamo. Ci compriamo un nuovo vestito mentre avremmo tanto bisogno del calore di un amico.

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6 Risposte

  1. Paolo ha detto:

    Anche io mi sono stancato del mondo del lavoro,l’ho abbandonato a 28 anni per vivere da solo in un appartamento di proprietà e ora a 40 anni mi trovo proprio bene.La mia esperienza è simile alla tua ma con qualche differenza:
    – spendo in media 350 euro al mese
    – non uso il riscaldamento e a volte faccio la doccia fredda in inverno:sono due pratiche che trovo molto salutari
    – mi muovo quasi sempre in bici
    Capisco quelli che trovano questo tipo di vita non interessante (“quello fa il barbone”): anche io probabilmente non capirei appieno se non avessi provato per tanto tempo.
    Quando lavoravo mi lamentavo del mondo del lavoro e un amico mi disse “e che ne diresti di vivere con pochi soldi?” “Assolutamente no, devo piuttosto cercare un ambiente migliore”.
    Tempo dopo presi questa strada e mi resi conto che avevo dato una risposta imbecille.

  2. admin ha detto:

    benvenuto tra noi…se vuoi raccontare la tua esperienza sono qui..

  3. Cal ha detto:

    Ciao :) ho scoperto questo blog leggendo un articolo su Yahoo e devo dire che il tuo coraggio mi ha colpito, anche se quello che hai fatto tu non tutti possono permetterselo.

    Fai delle riflessioni che personalmente condivido ;)

  4. Eva ha detto:

    Ciao.. ho letto con interesse la tua esperienza perché io ho fatto la stessa cosa..un anno e mezzo fa mi sono licenziata da un lavoro che mi stava uccidendo..stipendio mensile superiore ai 3000 euro..ma lavoravo e basta..quasi 3 ore di viaggio al giorno..9 di lavoro con pranzo in 10 minuti..spesso anche i weekend senza recuperi..spese altissime per spostamenti, telefonate, abiti..a un certo punto ho cominciato a cedere..attacchi di panico, non dormivo più, non riuscivo più nemmeno a guidare l’auto..per un anno sono andata da uno psicoterapeuta a 120 euro l’ora..e per un lavoro che nemmeno mi gratificava..in un ambiente umano terribile..la mia vita personale non esisteva più..a un certo punto ho detto basta..come te sono fortunata ad avere la casa..non ho figli e nessuno a carico..ed è stato questo a farmi decidere..mi sono chiesta – per chi lo faccio? – .. per il resto ho tagliato un sacco di spese..e non mi pesa..ho accumulato più abiti di quelli che riesco a mettere, più libri di quelli che riuscivo a leggere..sto attenta alla spesa..e la linea ne guadagna..ora ho di nuovo tempo per pensare, riflettere su ciò che faccio e guardare il mondo che non vedevo più..guardare gli occhi e i volti di chi amo..e, come te, vivo :-)

  5. Marco Borla ha detto:

    Ciao,
    il mio nome è Marco e sono della provincia d Torino, ho 27 anni (1987).. vivo con i miei famigliari e da un mese mi sono fermato dal lavorare a causa di due forti attacchi di panico.

    In effetti durante le scuole mi sono sempre sentito costretto a fare qualcosa che era contro la mia volontà e, oggi, a 27 anni sto ancora vivendo questa costrizione ma credo.. accorgendomi che non è mia e non mi fà stare bene sono alla ricerca.

    E’ interessante leggere le vostre esperienze e questo blog, il denaro è forse ancora un’ossessione nella mia Vita. Parliamoci chiaro, dentro me stesso la cosa che più conta sono le persone ed il loro benessere ma ho anche alcune contraddizioni come ad esempio.. non ho ancora imparato veramente cosa voglia dire avere amici, stare con gli altri.. questo perchè i gruppi scolastici che poi si atteggiavano in maniera uguale o prendevano in giro il più debole, non mi sono mai piaciuti.

    Anch’io al momento sono “in trappola” da uno psicologo che forse mi sta aiutando in questo periodo a capire che ho alcuni problemi legati alla mia infanzia con mio padre violento su di me e mia madre assente, con i suoi problemi mai risolti.

    Nasco da una famiglia benestante che forse ha dato troppa importanza al mondo materiale, io sono troppo dall’altra parte cioè nelle cose di pensiero e sicuramente devo imparare a vivere meglio il mondo materiale..

    .. ho avuto il desiderio di lasciare il mio commento qui perchè sono in cerca di persone.. che la pesano in modo diverso dal comune e che magari mi possano avvicinare, sempre di più.. a capire quali sono i valori veramente importanti.. e forse a questo in parte ci sono già arrivato.. però sembra che abbia paura, che mi senta forse un po’ solo, troppo circondato dal comune.. se c’è qualcuno che mi può prendere per mano e presentare un altro modo di vivere che sia più sano.. mm.. ne sarei davvero interessato. :-) Prima o poi sento ci arriverò!

  1. 21 Settembre 2013

    […] avvengono i nostri processi mentali e sul perchè prendiamo certe decisioni e tornare a parlare di felicità.  Lo spunto me lo ha dato un libro bellissimo che in questi giorni mi ha “rapito” […]

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