Conti Correnti Pignorati in Caso di Fallimento della BANCA

I conti correnti bancari, compresi i conti deposito, possono essere pignorati in caso di fallimento della banca. E’ la novità inserita nel decreto ministeriale del 10 settembre 2015 che recepisce una direttiva europea, la 2014/59/UE, sulle banche. E’ la pratica del “bail in“, che sostituisce il “bail out”, una cosa inglese carina per dire che i problemi di una banca vengono risolti internamente, e non esternamente con l’aiuto dello Stato o pubblico.

Da una parte dovrebbe farci piacere perchè non si salvano piú le banche con le nostre tasse, ma ora dovremo fare piú attenzione a dove metteremo i nostri soldi. In caso di fallimento chi ci va di mezzo sono gli azionisti, coloro che detengono obbligazioni e prestiti, ma anche i correntisti. Anche su di loro i creditori potranno rifersi. Per foruna però soltanto su quei conti correnti con importi superiori a 100 mila euro e sulla parte che supera questa cifra.

La norma entra in vigore dal primo gennaio 2016, ma la Banca d’Italia potrà farne uso già da subito se lo riterrà opportuno, visto che è l’ente che regolamenta l’applicazione della legge.

pignoramento_conti correnti

Come mettere al sicuro i propri soldi ed evitare pignoramenti o prelievi

in Italia ci sono parecchie banche commissariate, ovvero con i conti malmessi, quasi fallite, ma gestite da un commissario che può decidere da un momento all’ altro, se non trova liquidità o altri investitori pronti a subentrare, di dichiarare fallimento. In quel caso potrà scattare la norma.

Le banche commissariate al momento di scrivere questo articolo sono 15, sul sito di Banca d’italia potete consultare la lista aggiornata. C’è ad esempio BANCA MARCHE (appena salvata a danno di piccoli azionisti ed obbligazionisti) che gestisce Deposito Sicuro, scelto da migliaia di italiani per parcheggiare i soldi in un conto deposito. Anche la Banca popolare dell’Etruria e del Lazio e la Cassa di Risparmio di Ferrara hanno parecchi correntisti.

Sebbene aderiscano al fondo di tutela di deposito interbancario fino a 100 mila euro, nell’ eccedenza di tale somma i correntisti rischiano di perdere i loro soldi. Nel caso di conti cointestati i 100 mila euro si intendono per ognuno degli intestatari, quindi si sommano. C’è anche che i conti con eccedenza maggiore di 100 mila euro possono anche essere esclusi dal bail-in a condizione che la procedura sia stata applicata ad almeno l’8 per cento del totale delle passività.

Consigli

il consiglio è quello di mettere i propri risparmi in piú conti correnti, evitando di superare la soglia di 100 mila euro. Bisogna proprio cambiare banca perchè anche due conti correnti con lo stesso intestatario, nello stesso istituto si sommano.

Prima di procedere con l’apertura controllate se aderisce al fondo di tutela. Le cassette di sicurezza non possono essere toccate da questa pratica così come òe assicurazioni sulla vita che sono impignorabili.

Non si possono toccare nemmeno i conti correnti dove si ricevono risarcimenti legati ad infortuni o a versamento di pensione.

Aprire un conto all’ ESTERO

Se la cosa ci fa stare piú tranquilli possiamo aprire un conto in una banca estera, molte in Ue lo permettono anche se non si è cittadini di quel paese, anzi diremo di piú: sono obbligate a farlo e non possono discriminare un cittadino di un altro paese se non per ragioni commerciali, vedi il sito Ue in proposito. Possiamo trasferire soldi su quel conto versandoli in contanti nella filiale. E’ consentito esportare LEGALMENTE fino a 10.000 euro per volta, se eccediamo tale somma dobbiamo dichiararla, anche telematicamente, all’ Agenzia delle Dogane. Altrimenti possiamo fare un bonifico normale internazionalem qui non c’è limite perhè i soldi sono tracciati. Ricordate che anche su i soldi parcheggiati su conti esteri bisogna pagare le tasse da noi, perchè abbiamo la residenza in Italia. Sul modello 730 vanno indicati sul quadro RW.

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